Che certe persone facciano strane associazioni tra i sensi è stato riconosciuto da oltre un secolo. A questa condizione è stato anche dato un nome: sinestesia.
Anne-Sylvie Crisinel e Charles Spence dell'Università di Oxford hanno voluto sperimentare se un profumo annusato da una bottiglia possa essere collegato ad uno strumento musicale specifico.
Per questo loro studio hanno chiesto a 30 persone di inalare 20 differenti fragranze e per ognuna di esse i volontari hanno dovuto scegliere, fra 52 suoni di strumenti musicali come pianoforte, archi, fiati, ottoni, quello che meglio rappresentava il profumo appena annusato.
Dai risultati i due studiosi hanno potuto evincere che il gusto sembra molto legato all'udito. Gusti agrodolci, così come gli odori, sono associabili a suoni acuti, mentre l'amaro porta alla mente tonalità più basse.
Non è chiaro il perchè le persone utilizzano i loro sensi musicali per aiutarsi nella valutazione di un odore. «La gente vive» spiega il dottor Spence «in un mondo multisensoriale ed il nostro cervello combina continuamente informazioni proveniente da tutte le fonti di senso per rispondere adeguatamente a ciò che ci accade attorno».
I due scienziati non si sono fermati qui, però. In uno studio che sarà pubblicato entro la fine dell'anno dimostreranno come modificare le tonalità e gli strumenti utilizzati nella musica di sottofondo possa alterare anche i gusti alimentari.
In questo esperimento ad ogni volontario sono state consegnate quattro pezzi di caramella. Mentre mangiavano i primi due è stata messa come sottofondo una musica dalle tonalità basse suonata da ottoni. Un più acuto pezzo suonato da un pianoforte ha accompagnato i volontari mentre consumavano gli altri due pezzi di caramella. I risultati non hanno lasciato dubbi: i quattro pezzi di caramella erano uguali, ma quelli mangiati mentre nell'aria veniva diffusa la musica degli ottoni, al gusto dei volontari erano più amari. Insomma, era il suono che sapeva di diverso!
Fonte: The Economist
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